


Nessuno stupore, o quasi. La violenza razzista, purtroppo, è un male endemico del genere umano ed è una costante nelle guerre tra poveri. Mi riferisco ai terribili episodi che si sono verificati in questi giorni in SudAfrica. Sul numero di gennaio 2007 del tabloid da strada Come (interamente dedicato al Sudafrica del dopo apartheid e realizzato a cura mia e del mio amico fotografo Francesco Passerella) avevo pubblicato anche il piccolo articolo che vi propongo (cliccate sull'immagine per ingrandire).
Sono stata in Sudafrica nel 2005. Non ho visto i parchi e i leoni ma ho passato la maggior parte del mio tempo nelle township (a cominciare da Soweto). Ho potuto constatare di persona quanta tensione ci fosse tra sudafricani poveri (il tasso di disoccupazione supera il 40 per cento) e immigrati (i cosiddetti refugee, accusati di portare via il lavoro). Una tensione visibile, palpabile e incredibilmente sottovalutata. Quando sono rientrata dal SudAfrica, ho proposto a diversi giornali di parlare di questo argomento. Mi hanno detto tutti che mi avrebbero fatto sapere...


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