Sono stata via tre giorni e ho avuto qualche difficoltà di connessione. Nel frattempo accadevano un po' di cose (ci sono stati degli eventi, direi, se non fosse che la parola evento, nel lessico nazional-meneghino, è diventata sinonimo di inaugurazioni e vernissage).
La questione della regolarizzazione delle badanti si è palesata in tutta la sua estensione, un paio di ministri spagnoli hanno fatto notare che il governo italiano è razzista e la notte napoletana è stata illuminata dai roghi contro i rom, divenuti, nel limitato immaginario italico, il pericolo numero uno e il nemico da abbattere.
Il professor Guido Carpi, docente e rappresentante nel senato accademico dell'Università di Pisa, ha fatto coming out, inviando una lettera a tutti i colleghi e, probabilmente, a una serie di giornali. Io l'ho trovata sul Manifesto. Eccola:
Cari colleghi,
perdonatemi se per una volta utilizzo questa lista per scopi non previsti dalla sua istituzione. E' la prima e l'ultima volta. Di fronte all'ondata di turpi pogrom contro i campi nomadi e di fronte alla bestiale propaganda razzista alimentata da tutto l'arco parlamentare, non posso tacere. Voglio che si sappia che sono zingaro anch'io, e non nel senso figurato con cui si solidarizza con l'oppresso di turno: il mio trisnonno, di cui non ricordo il nome ma che veniva detto il Magiaro, arrivò col suo carrozzone e col suo violino chissà da dove nella bassa Padana di inizio Novecento. Quando vedo il gran film moldavo-sovietico I lautari (E. Lotjanu, 1972) penso ai miei avi e provo commozione mista a fierezza.
Prego tutti coloro che provano sentimenti di fastidio, disgusto, aggressività nei confronti del popolo rom, d'ora in poi, di mettere nella lista anche me. Mi mettano al primo posto: io mi so difendere meglio dei poveracci nelle baracche. Con osservanza. Guido Carpi
lunedì 19 maggio 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)


4 commenti:
Dopo aver saputo che la sua lettera stava anche in questo blog, Guido Carpi mi ha scritto. Ecco cosa:
Grazie di cuore, cara Stefania!
Il tuo blog e' molto bello e pieno di cose importanti da conoscere,
sono contento di esserci finito anch'io... Pensa che qui a Pisa,
dove vivo e insegno, sono finito addirittura in prima pagina del
giornale locale, col messaggio pubblicato integralmente, foto e
intervista, sotto il titolo "Io professore e zingaro: adesso odiate
pure me!" e' successo un putiferio...
Spero di aver contribuito col mio coming-out a stimolare altri:
dobbiamo parlare noi a nome di chi non siede in uno studio
universitario, non tiene lezioni, non ha un computer e spesso non
sa neanche parlare la nostra lingua...
Devo dire che, fino ad oggi, mi importava abbastanza poco delle mie
origini, se si esclude una generica pietas per questi zingaroni
arrivati allora nei pressi della citta' di Carpi col loro violino.
Ora pero' ho capito che non potevo tacere, e credimi: la mia non e'
stata una rivendicazione identitaria che anzi farebbe il gioco dei
razzisti (andiamo tutti a chiuderci nelle nostre microidentita'),
bensi' un modo per far vedere al maggior numero di persone che
dobbiamo metterci in gioco in prima persona, che i pogrom razzisti
non sono un lontano fenomeno da guardare alla TV con indifferenza,
ma incidono in noi stessi, nel nostro vissuto, distruggono il
tessuto identitario della nostra nazione, ci rendono peggiori: ci
spingono a odiare non solo quattro straccioni, ma anche il nostro
professore, collega o amico (il Carpi, sporco rom), o nostro
figlio, nostro fratello ("ha sposato un negro!" "si e' messa con
una russa!" "gioca a calcio coi marocchini!"). L'Italia non e' una
nazione dall'identita' abbastanza forte per sopportare questo: ci
disintegreremo come la Bosnia, e le nostre vite saranno annichilite.
Inoltre, fino ad ora eravamo amati all'estero perche', con tutti i
nostri difetti, eravamo considerati tolleranti e cordiali: ora
tutti bollano non solo da mafiosi, ma anche da biechi e ottusi
razzisti. Complimenti: un bel risultato davvero!
Purtroppo, il difficile e' arrivare alle orecchie del "ventre
molle" d'Italia, che non legge le riviste di controinformazione, ma
guarda solo il telegiornale delle otto, pieno di negri spacciatori,
rumeni stupratori, zingari ladri di bambini, slave tutte prostitute...
Cerchero' di organizzare qualcosa: noi specialisti dell'Europa
orientale possiamo fare molto per informare la gente sulla cultura
e la reale situazione di quei popoli.
Ti mando un caloroso abbraccio, terro' sempre presente il tuo blog
e, per qualsiasi iniziativa in cui tu possa aver bisogno di un
consulente sull'Europa orientale, contattami senza problemi.
Guido Carpi
Purtroppo il razzismo anti-rom è sempre più di moda e corre anche su internet. Ti propongo una mia riflessione (ma leggete anche il commento di un comunista antisemita omofobo e pro-revisionisti... Insomma, viva la coerenza...). Purtroppo tutte le "categorie" colpite in passato dal Porajmos, dalla Shoah, dall'Omocausto... sono ancora al centro del mirino.
http://noirpink.blogspot.com/2008/06/tendenze-come-dire-cretinate-e-avere.html
Segnalo anche un interessante articolo di Metro su Ponticelli.
http://noirpink.blogspot.com/2008/06/segnalazione_16.html
http://noirpink.blogspot.com/2008/06/segnalazione_16.html
I poveracci stupratori e trafficanti di armi delle baracche si difendono meglio di te credo, almeno che non abbia le stesse usanze con la fierezza del nomade come io posso essere fiero tipo degli achei.
I rom sono tutti uguali, tutti ladri ed opportunisti, e vivono di espedienti, perchè LORO VOGLIONO VIVERE COSI', sono vittime della loro stessa ignoranza.
Posta un commento