domenica 11 maggio 2008

I giorni dell'amore e della guerra/2 (Pregi)


Nonostante le osservazioni del post precedente, sono convinta che I giorni dell'amore e della guerra (o The golden age, se preferite) abbia dei meriti importanti:
1) è in assoluto il primo libro non in bengali sulla guerra di indipendenza del 1971, è il primo dunque in grado di raggiungere lo smemorato pubblico occidentale, che di quel terribile genocidio (oltre tre milioni di morti) sembra non sapere nulla; 2) nell'intera vicenda non compare alcun deus ex machina di provenienza genuinamente o indirettamente occidentale chiamato a rischiarare le offuscate menti degli autoctoni. Questo topos si trova invece nella maggior parte dei romanzi di successo scritti da autori asiatici o mediorientali ma pensati per "noi". Il Cacciatore di aquiloni docet.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non sei un po' troppo dura? Secondo me l'Amam è una scrittrice vera. Se non avesse fatto qualche concessione alla furbizia nessuno l'avrebbe pubblicata.

marco

stef. ha detto...

Anam, non Amam. Non mi sento troppo dura. In fondo ho scritto che è un libro che merita di essere letto. Sono curiosa di leggere gli altri che quest'autrice ha in programma. Quando l'ho intervistata, un mese fa circa, mi ha detto che stava lavorando a una trilogia che avrebbe avuto sempre, sullo sfondo, la realtà del Bangladesh