mercoledì 23 luglio 2008

Bangladesh verso le elezioni

La compilazione delle liste elettorali, e l'annesso rilascio dei documenti di identità dei votanti, a questo punto dovrebbero essere operazioni compiute e concluse. Il diritto al voto è stato riconosciuto a 80milioni 500mila 723 persone. Queste persone accederanno ai seggi dopo aver mostrato il documento di identità completo di impronta digitale e fotografia. In precedenza si andava a votare sulla base di imprecisati elenchi nominali. I votanti spesso si vedevano consegnare schede già compilate o scoprivano al seggio che qualcuno si era già presentato al posto loro. Come "prova" del voto dato ricevevano una sorta di bollino sulla mano, simile a quello che in Italia e in altri posti viene fatto a chi, dopo essere entrato in discoteca, chieda di uscire per fumare.
Il capo del governo, Fakhruddin Ahmed, un paio di giorni fa ha organizzato una cerimonia in pompa magna per celebrare l'obiettivo raggiunto. Ahmed ha ringraziato tutti quelli che hanno reso possibile la costruzione delle liste elettorali e si è rallegrato per il fatto che finalmente il Bangladesh andrà alle urne con un sistema evoluto, a livello di quelli esistenti nei Paesi sviluppati. Tutto questo, secondo lui, lascia presagire che le elezioni di dicembre (quelle che dovrebbero portare alla formazione di un nuovo Parlamento e di un governo regolare, sancendo la fine dell'emergenza) saranno corrette, libere e serene. Ho molti dubbi al riguardo ma ovviamente spero di sbagliarmi. Non mi è chiaro se i bihari, cioè gli stranded pakistanis, un gruppo sociale che da quando il Bangladesh è diventato indipendente, per una serie di stranissime coincidenze, si è trovato in sostanza a non avere una cittadinanza nè in Pakistan nè in Bangladesh, abbiano fatto in tempo a ottenere i documenti e a vedersi riconosciuto il diritto al voto. L'Alta Corte di Giustizia, un paio di mesi fa, aveva deciso che questo diritto esisteva per i bihari nati in Bangladesh. Cercherò di informarmi.
Quello che sembra certo, invece, è che le elezioni amministrative, in un primo tempo fissate per il 4 agosto, si terranno in ottobre. La Lega Awami, uno dei due principali partiti del Paese, sta invitando i suoi sostenitori a boicottare le urne, perché contraria al fatto che le elezioni amministrative si tengano prima delle politiche.
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