giovedì 10 luglio 2008

La morte di un prete e la propaganda contro l'Islam

Chissà perché i cristiani uccisi o rapiti o perseguitati fanno notizia solo quando è possibile "usarli" in funzione antimusulmana. Vi propongo un post interessante pubblicato qualche giorno fa sul blog di Fulvio Scaglione, giornalista di Famiglia Cristiana ed esperto di esteri.

«Avete mai sentito parlare di padre Moylon Johnson Prakash? Se siete lettori di Avvenire sì, se siete lettori di qualunque altra cosa no. Perché solo il quotidiano della Cei ha parlato dell’assassinio di padre Prakash, un sacerdote salesiano di origine indiana, 61 anni, da più di 10 anni impegnato in Nepal e da 3 preside di una scuola intitolata a Don Bosco.
Il sacerdote è stato ucciso con le modalità di un assassinio su commissione: quattro o cinque individui sono entrati nella sua missione alle prime luci dell’alba e gli hanno sparato a bruciapelo due colpi di pistola. Poi hanno lanciato una bomba che ha gravemente danneggiato l’edificio. Un altro sacerdote indiano, padre George Kalangara, ha assistito all’omicidio ed è scampato per miracolo alla successiva esplosione. I sospetti sono subito caduti sul movimento indipendentista del Terai, l’inquieta regione nepalese dove si trova la missione. Altri hanno parlato di una banda di predoni. A dare un’interpretazione più precisa dei fatti ha provveduto monsignor Anthony Sharma, vicario apostolico del Nepal, che ha accusato gli estremisti indù nepalesi: “Sono la maggioranza”, ha detto il vescovo, “e vogliono che cristiani e musulmani lascino il Paese”. In Nepal i cristiani sono circa 1 milione sui 28 milioni di abitanti, e i cattolici sono circa 8 mila.
Questi i fatti. Quel che bisogna chiedersi, adesso, è: perché nessuno ne parla? Perché nessuno appende striscioni e manifesti sui muri dei palazzi comunali? Perché nessun editorialista, convertito o no, alza il (peraltro giusto) lamento sui cristiani perseguitati nel mondo? Perché non si ripete la mobilitazione che si ebbe nell’estate del 2007 quando nelle Filippine fu rapito (e infine liberato) padre Giancarlo Bossi, sacerdote del Pime (Pontificie Istituto Missioni Estere)? D’accordo, è cambiato il Governo, abbiamo altri problemi, fa caldo, siamo usciti dagli Europei, ecc. ecc. Ma perchè padre Bossi sì e padre Prakas no?
Il mio dubbio è che sia stato monsignor Sharma a rovinare tutto. Se avesse lasciato cadere un sospettino sui musulmani, sull’estremismo dei fedeli di Allah, magari qualcuno si sarebbe pure indignato per questo ennesimo atto di violenza. Ma così, con gli indù, e con i musulmani per giunta dalla parte delle vittime, a chi può interessare?»

3 commenti:

Abdel Nur ha detto...

Quel che si dice "fare buona informazione"!

Anonimo ha detto...

beh, se tu leggi giornali come repubblica o il manifesto è ovvio che non ne parlino...
il Giornale ne ha parlato.
il problema è che i caproni uccidono un po' più cristiani che gli induisti...
caposkaw

stef. ha detto...

Caposkaw, sono contenta che anche il Giornale ne abbia parlato. Forse dovresti informare di questo anche Scaglione di Famiglia Cristiana, cioè l'autore dell'articolo. Ti ringrazio per la visita ma devo anche dirti che l'espressione caproni riferita ai musulmani (come in questo caso) o altre espressioni razziste non sono le benvenute in questo blog.