mercoledì 17 settembre 2008
E' da un po' che non scrivo...
E' da un po' che non scrivo e certo non perché siano mancati gli argomenti. Piuttosto, sempre più spesso, sono le parole a mancarmi. Da un lato il ragazzino nero ammazzato a sprangate un paio di giorni fa a Milano, la ragazza ghanese espulsa dopo avere abortito perché clandestina, la trans brasiliana accoltellata, poi violentata e quindi lasciata morire da due adolescenti. Dall'altro gli incredibili provvedimenti dei sindaci e del governo indirizzati tutti a nascondere ma non a contrastare la povertà e l'emarginazione sociale. Sullo sfondo una sinistra che non è più di sinistra e che non fa in alcun modo opposizione e che ha lasciato questo compito alla chiesa cattolica... Sono solo alcuni dei fatti che mi hanno scossa e disorientata in queste ultime settimane, facendomi venire voglia di dire, esternare, esprimermi. Poi arrivavo davanti al computer e non trovavo le parole. C'era sempre uno scarto enorme tra quello che sentivo e le frasi che mi venivano fuori. Forse era anche un effetto degli automatismi (di forma e di sostanza e sempre politicamente corretti) che condizionano ormai la mia scrittura. Chi scrive prevalentemente per mestiere, come me, può capire, a cosa mi riferisco: doversi costantemente attenere a rigide regole espressive, tenendo conto dei desiderata di un direttore e delle richieste (reali o presunte) dei lettori, rende "professionali" ma anche meno liberi e spontanei. Voi direte: a che pro tutta questa pappardella? Solo per giustificare la mia latitanza e ricordare ai miei quattro lettori che ci sono ancora e che ho la testa e il cuore in tumulto. A presto
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1 commenti:
Bentornata Stefania!
Attendo i tuoi post, lineari e misurati, su Urdu, artisti bangladesi, scrittori di mondi solo apparentemente lontanissimi ed estranei.
Che dire, siamo tutti increduli ed in tumulto. Il brutto e' che questa Peste sembra essere ancora solo all'inizio.
Mia moglie sta leggendo una raccolta di articoli di Pasolini. Quando mi legge qualcosa, provo l'assurda vergogna di immagginarmelo vivo ai tempi nostri che ci bacchetta e rampogna.
Ciao
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