Su Internazionale numero 758 è stato pubblicato un articolo dello scrittore inglese John Foot sul modo subdolo e vergognoso con cui stampa e media italiani usano troppo spesso la parola clandestino. Per leggerlo, cliccate qui. Vi troverete così nel sito di Informazione Pulita, che ha promosso qualche mese fa l'appello (rivolto ai giornalisti) I media rispettino il popolo rom.
Io ho aderito lo scorso 22 maggio ed esorto i colleghi, che non conoscesero questa campagna e passassero di qui, a farlo anche loro. Informazione Pulita chiede, in particolare, a chi lavora nei media di eliminare dal proprio vocabolario parole ormai divenute consuete ma caratterizzate da una connotazione fortemente negativa, in primis proprio clandestino.
Qualche tempo fa mi è capitato di vedere un servizio del tg di Emilio Fede dove, per tre o quattro minuti abbondanti, si è parlato degli sbarchi a Lampedusa: lo speaker, un vero funambolo delle parole, è riuscito a parlare tutto quel tempo senza mai usare la parola persone a proposito delle persone che erano sbarcate, chiamandoli viavia irregolari, clandestini, stranieri, extracomunitari...
Aggettivi a gogò, insomma, ma mai l'unico sostantivo semanticamente ed eticamente appropriato.
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2 commenti:
Scusa l'OT, ma non ho trovato la mail x scriverti in privato.
ATTENZIONE: il contatore Superstat che hai sul tuo blog, contien un TROJAN.
E' capitato anche a me, vedi su Specialstat infettava Mahalla.
Mi piace quanto scrivi e vorrei continuare a leggerti con tranquillità e senza svegliare ogni volta l'antivirus.
Ciao, Fabrizio
Rimosso!!!!
Grazie mille, io non potevo accorgermene perché lavoro su mac e con il mac questi problemi non ci sono
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