Manca ancora la comunicazione ufficiale, ma la vittoria della Grand Alliance (la coalizione guidata da Hasina Wajed e, quindi, dalla Awami League), è praticamente certa. Il Bangladesh National Party, il partito di Khaleda, rischia di non arrivare a 50 seggi in Parlamento. La vittoria della Lega Awami può essere davvero interpretata come l'espressione della volontà del popolo bangladese di tenere la religione separata dalla politica e questa è senz'altro una buona cosa. Non solo: è un'ulteriore smentita di quanti (e non sono pochi) vanno sostenendo l'imminente talebanizzazione del Bangladesh. Tutta la campagna di Khaleda, infatti, aveva avuto come leitmotiv la difesa e la salvaguardia della religione islamica da presunti attacchi laicisti. Hasina, come era prevedibile, si era mostrata molto più sensibile ai temi sociali. Entrambe si erano lanciate in accorati discorsi moralizzatori contro la corruzione, e questo è abbastanza paradossale se si pensa che, almeno per gli ultimi quindici anni, sono state proprio loro a reggere le fila del potere e della ormai celebre corruzione bangladese. Ritengo che la vittoria di Hasina fosse nel complesso preferibile a quella di Khaleda, ma non riesco a farmi contagiare dall'entusiasmo. Come ho già scritto in varie occasioni, non vedo una grande differenza tra queste due signore e onestamente non credo che, con il ritorno di Hasina al potere, in Bangladesh comincerà un vero nuovo corso. Però due note positive ci sono e voglio sottolinearle: 1) la fine dell'emergenza e di quella che in sostanza, anche se soft, è stata una dittatura militare; 2) la partecipazione al voto, seppur frammentata, di tanti segmenti sociali (urdu speaking people, hijra, tribali...) che in passato ne erano stati esclusi.
Adesso l'incognita è rappresentata dal dopo elezioni: Khaleda e i suoi colleghi, dopo le rasserenanti dichiarazioni del mattino, hanno cominciato a denunciare brogli, scorrettezze e amenità varie. C'è da sperare che tutto ciò rimanga un brontolìo e non sia una nuova dichiarazione di guerra...
La cosa che io spero, con tutto il cuore, è che i blogger del Bangladesh continuino a fare la loro eccellente controinformazione.
lunedì 29 dicembre 2008
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