Qualche giorno fa mi ha scritto (in forma privata) un visitatore abituale di questo blog. Mi "sgridava" perché ho diradato i miei aggiornamenti. In effetti questo è un periodo in cui ho molto da fare: oltre a dedicarmi al mio regolare lavoro di giornalista, sto scrivendo un altro libro, continuo a occuparmi della promozione dei due già pubblicati, sto studiando filosofia africana, cerco di seguire la campagna elettorale in Bangladesh (si vota il 29 dicembre), ho fatto un viaggio molto interessante in Messico che ha riacceso il mio interesse per la teologia della liberazione... Insomma, ho davvero poco tempo. Però è successo qualcosa per cui mi son detta: ora devi assolutamente fare un post,
un post per Vomitus Maximus.
Vomitus (un nickname che è tutto un programma) sta scrivendo dei commenti deliranti sul mio blog (guardate in particolare i due post che precedono questo). Commenti razzisti, violenti e piuttosto sgrammaticati (si capisce il senso di quel che Vomitus vuol dire, però consecutio temporum, analisi del periodo, uso della punteggiatura sono tutte cose che non lo riguardano).
Vomitus ovviamente non ha un nome e neanche un volto. Ha un sito, però, che vi consiglio di andare a visitare: è utile per ricordarsi che gente c'è in giro:
http://vomitusmaximus.blogspot.com). Troppo spesso, abituati a frequentare persone che ci assomigliano, rischiamo di dimenticarlo.
La prima vomitata pervenuta aveva come bersaglio un editoriale di Famiglia Cristiana (
editoriale che mi era piaciuto molto e avevo inserito nel mio blog) ed è stata postata a mezzanotte e 13 della notte di Natale. Avete letto bene: mezzanotte e 13 della notte di Natale.
Questa cosa mi ha colpito moltissimo:
ma questo poveretto non aveva davvero niente di meglio da fare la notte di Natale? Che so: bere un bicchiere con gli amici? Dire una preghiera? Amoreggiare con la fidanzata? Farsi un buon sonno? Evidentemente no. E questo può essere la prova che a indirizzare i peggiori comportamenti di noi umani sono spesso la solitudine e la frustrazione. Queste condizioni non sono così eccezionali come in genere pensa chi si trova a soffrirle. A tutti è capitato e capita di sentirsi soli e frustrati, ma per fortuna non tutti usano in modo distruttivo questi sentimenti. C'è chi riesce a trasformarli in occasioni di empatia e vicinanza con gli altri esseri umani, soprattutto con quelli che si trovano in una posizione di debolezza e che certamente non sono i responsabili delle dinamiche di esclusione e oppressione che avvelenano la nostra società.
Davvero
mi dispiace per Vomitus Maximus che, in omaggio al suo nickname, passa la notte di Natale a vomitare odio sui musulmani e sulla sottoscritta. Non sa niente di loro e non sa niente di me e questo gli facilita il compito, perché lo solleva da qualsiasi esame di realtà. E' sempre più facile prendersela con obiettivi lontani e indefiniti piuttosto che venire allo scoperto e confrontarsi. Mi dispiace anche perché mentre lui inveiva (e ha continuato a farlo durante la giornata) io, che sono cristiana e lieta di esserlo, mi trovavo a tavola con cinque pericolosissimi musulmani senegalesi, uno dei quali è il mio compagno di vita, un paio di latinoamericani agnostici e un paio di italiani agnostici pure loro. Stavamo bene e ci stavamo divertendo. E, mentre ci divertivamo, sul mio cellulare arrivavano auguri dal Messico e dal Bangladesh, dall'Inghilterra e dalla Sicilia. E questa "mezcla" mi sembrava bellissima, civile e di ottimo auspicio.
In conclusione: non penso di far nulla per bloccare Vomitus, che tra le varie cose mi ha anche consigliato di lasciare l'Italia. Se si sente meglio dopo avermi inondato di insulti, continui. Solo una cosa voglio dirgli: al contrario di quel che lui crede, io non ho nessun motivo di ringraziare Maroni e a Milano non giro per nulla tranquilla. Rischio la vita ogni volta che metto il naso fuori di casa. Questo non per colpa degli extracomunitari o dei musulmani, ma per una molto più banale e criminale assenza di piste ciclabili.
P.S. Vomitus, tutto sommato credo di averti fatto molta pubblicità: forse tra un insulto e l'altro potresti infilare un grazie. Ciao!