lunedì 12 gennaio 2009

Du Bois e l'eredità sociale della schiavitù

William Eduard Burghart (W.E.B.) Du Bois è stato uno dei maggiori esponenti del panafricanismo. Che cosa rimane di attuale e fruibile oggi del suo pensiero? Parecchio, secondo Sandro Mezzadra, a sua volta esponente di spicco della via italiana al pensiero post coloniale (e presente in Altre Afriche (aut aut n° 339) con il saggio At the Edge of a Black World. L'immaginazione geografica di W.E.B. Du Bois, la scoperta dell'Africa e la reinvenzione del mondo). Du Bois si domanda cosa renda così forte il legame tra i neri americani e la terra d'origine. «L'Africa è certamente la terra dei miei padri», dice. «Eppure nè mio padre nè il padre di mio padre hanno mai visto l'Africa». La vera essenza di questa affinità, secondo Mezzadra «consiste nell'eredità sociale della schiavitù, nella discriminazione e nell'oltraggio». Un'eredità che non lega solo i figli dell'Africa ma tutti gli oppressi: dall'Asia gialla ai mari del Sud, al tempo di Du Bois; da un polo all'altro di questo mondo globalizzato e mescolato nella fase storica che stiamo attraversando. Du Bois assume l'Africa come terra di confine. Ne fa il punto da cui partire per riscrivere la storia del dominio e della liberazione. La dilata, in quest'ottica, secondo le linee di una diversa geografia (la porta al di là dell'Atlantico) mostrandone inedite potenzialità.

1 commenti:

angelica ha detto...

Ciao Stefania
sono appena rientrata dal Bangladesh, un paese davvero sorprendente. Avevo portato il tuo bel libro con me, davvero interessantissimo meglio di qualunque guida. Complimenti.
Sono andata anche a trovare Padre Marino.
Lavoro per Maurizio Levi, che so tu hai conosciuto e tra le varie cose scrivo. Infatti vorrei scrivere qualche pezzo sul Bangladesh, e ti chiedo se hai dei suggerimenti anche riguardo a siti con informazioni ufficiali e attendibili
il mio mail address:
angelicapastorella@yahoo.it
un caro saluto
angelica