giovedì 26 febbraio 2009

Bangla-crisi: pensieri sparsi

I giornali italiani danno come rientrata la rivolta dei BRD, i Bangladesh Rifles, cioè il gruppo paramilitare che si è ammutinato ieri. Io ho paura che le cose non siano così semplici. In primo luogo perché mi riuslta che solo una parte dei BRD abbia accettato di arrendersi e, poi, perché altri focolai di insurrezione sono esplosi in vari punti del Paese, in prossimità delle caserme dei BRD, che operano soprattutto come guardie di frontiera. Qualcuno ha suggerito che dietro l'ammutinamento potesse esserci Jamaat, contestato partito islamista del Bangladesh. Io credo che la questione vera sia non cosa c'è di dietro ma cosa c'è davanti. E cioè: chi avrà l'ultima parola nella soluzione di questa crisi. Se sarà Hasina, il primo ministro, oppure l'escercito, che non ha ancora digerito la formale perdita di potere dopo avere sostanzialmente fatto il bello e il cattivo tempo nei due anni di governo transitorio e d'emergenza.
Mi hanno chiesto se sento odore di colpo di stato. La risposta è negativa se ci riferiamo ai BRD come possibili attori del golpe. Quello che temo è che questa vicenda apra la strada a una nuova e forte ingerenza dell'esercito nella vita politica.
Molto probabilmente nei prossimi giorni non potrò seguire l'evolversi della situazione. Sto partendo per una trasferta simil-lavorativa e difficilmente potrò collegarmi a internet. Spero di non trovare tragiche sorprese al mio rientro.

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