mercoledì 27 maggio 2009

Bangladesh, un altro ciclone, centinaia di morti

Il Bangladesh è stato colpito da un nuovo, violentissimo ciclone, ribattezzato Aila. I giornali italiani non ne parlano. Le notizie che ho io arrivano da Alessandro Mossini del Filo di Juta, un amico che da molti anni ormai vive in Bangladesh e che con i pochi mezzi a sua disposizione ha dato vita a Chalna (un piccolo centro molto defilato, che si trova su un'isoletta) a un progetto di formazione e istruzione per i bambini più poveri. Di seguito trovate la sua lettera, pubblicata anche sul sito dell'associazione.


Cari amici,
rieccomi qui a darvi brutte notizie. Il ciclone Aila, questa notte ci ha colpiti prepotentemente, facendo danni e morti. Sembra che le maledizioni per questo Paese non abbiano mai fine. Ieri, 25 maggio, Aila ci ha fatto visita gia al mattino prima dell’alba con le sue piogge e venti che superavano i 100 Km h. Poi l’intensità è via via aumentata, sradicando alberi, distruggendo case e capanne. La luce fin dal mattino presto ha lasciato posto ad un buio pauroso, la pioggia cadeva battente allagando strade e cortili. Le forti raffiche di vento hanno fatto aumentare in modo spaventoso il livello dei fiumi. Chalna, essendo su un isola, in pochi minuti si è trovata sommersa dall’acqua. Anche altri villaggi e cittadine vicine sono state sommerse dalle ondate di piena spinte con forza dal vento proveniente dal mare. In pochi minuti le strade sono state sommerse dall’ira impetuosa dell’acqua, che dopo qualche ora ha bucato gli argini e si è fatta largo all’interno, tra i villaggi e i bazar. La strada che univa Chalna alla capoluogo Khulna, è stata spazzata via. Le barche e i barconi ormeggiati sulle coste sono stati ritrovati sventrati nelle risaie. Strade, ponti, bazar, negozi, ormai sono solo un ricordo.
Il ciclone Aila ha colpito la zona di Chalna con un’intensità maggiore rispetto al ciclone Sidr del novembre 2007. Lo stato di allerta è ancora al massimo, si stanno contando i morti e gli sfollati del nostro distretto. I danni sono ingenti. Sembra proprio che Chalna e le zone circostanti ormai siano destinate a sparire a causa dell’innalzamento dei livelli di mari e fiumi. Spero di riuscire a mandarvi foto del disastro al più presto per farvi comprendere con le immagini quello che le parole non riescono a farvi immaginare.
Per ciò che riguarda le varie attività del progetto Filodijuta, anche questa volta abbiamo subito seri danni al passaggio del ciclone.
La barca “Platinette”, che era ormeggiata al porto fluviale per le riparazioni e la ricolorazione, è stata investita e affondata da un battello che trasportava sacchi di cemento, che a causa della corrente violente dell’acqua ha perso il controllo di navigazione. Solo questa mattina siamo riusciti a recuperarla, ma è davvero molto danneggiata.
La scuola di Pankhali è restata in parte senza tetto, volato via con le forti raffiche di vento. Anche la palizzata che delimita lo spazio della scuola è stata disarcionata dal terreno. Il vivaio di mogano ha subito un duro colpo. Quasi tutte le piante sono state piegate. Speriamo solo che non lo siano in modo irreparabile. La scuola di Guna è stata completamente allagata.
I danni maggiori li ha subiti la scuola di Kolisha, che è stata investita dall’ondata dell’acqua del fiume dopo la rottura dell’argine. Questa mattina abbiamo trovato la scuola piena di fango, e tutta la terra intorno all’edificio scavata e portata via dalla furia dell’acqua. Il 29 maggio prossimo avremmo dovuto cominciare i lavori per costruire la nuova sezione dell’asilo. Ma a questo punto stiamo pensando seriamente di spostare tutto il complesso scolastico più all’interno rispetto all’attuale posizione, perché ormai questa zona non garantisce più i margini di sicurezza minimi. Adesso ancora di più, dopo il cedimento dell’argine.
Vi allego qui sotto il link dell'agenzia ASCA per chi volesse sapere qualcosa di più.

Vi terrò aggiornati sull’andamento della situazione che sembra diventare sempre più drammatica di ora in ora. Attualmente il vento è cessato ma il cielo non accenna a spazzare via le nuvole che minacciano pioggia, che in questo momento sarebbero un danno sul danno, considerando i migliaia di sfollati e senza tetto.
Grazie dell’attenzione

Alessandro

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