Tutto ok in questo lancio Ansa, tranne il fatto che il nome corretto del gruppo su Face Book è Primo Marzo 2010 Sciopero degli stranieri.
ROMA, 14 DIC - Che cosa accadrebbe se i 4 milioni di
immigrati presenti in Italia incrociassero le braccia per un
giorno?. Forse si capira' il primo marzo del prossimo anno, data
prescelta per il primo sciopero nazionale dei lavoratori
stranieri' in Italia, organizzato su Facebook in concomitanza
con quello dei Sans Papiers in Francia.
Il gruppo Fb, intitolato 'Primo marzo 2010, 24 ore senza di
noi', conta gia' oltre 3.000 iscritti e si propone di
organizzare una ''grande manifestazione di protesta per far
capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante
l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della
nostra societa'. Siamo collegati e ci ispiriamo - si legge sulla
descrizione del gruppo - a 'La journe'e sans immigre's : 24h
sans nous', il movimento che da qualche mese, in Francia, sta
camminando verso lo sciopero degli immigrati per il primo marzo
2010''.
Anche in Francia la manifestazione e' stata lanciata su
Facebook da una giornalista (Nadia Lamarkbi) che si e'
domandata: ''Cosa succederebbe se il nostro Paese si svegliasse
domani senza di noi? Senza di noi immigrati?''. In pochi giorni
quella che sembrava una provocazione e' diventata un'iniziativa
concreta, con oltre 45.000 iscritti sul gruppo Fb, ed in poco
tempo ha 'contaminato' anche l'Italia.(Fonte: Ansa)
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4 commenti:
MA PER FAVORE LASCIATECI IN PACE NOI SIAMO CAPACI A TUTELARE DA SOLI I NOSTRI DIRITTI!!!!!!!!!!
L'IMMIGRAZIONE IN ITALIA NON HA NULLA IN COMUNE CON L'IMMIGRAZIONE FRANCESE!! GUARDIAMO LA STORIA
NON FACCAMICI DEL MALE DA SOLI RIFLETTIAMO BENE
PREGO TUTTI GLI IMMIGRATI DI NON ADERIRE ALLE RICHIESTE DI COLUI CHE HA PROPOSTO QUESTA STUPIDATA PERCHE' NOI NON NE AVREMO NESSUN RITORNO POSITIVO,ANZI..SONO LORO CHE CON LA SCUSA DI TUTELA DEI NOSTRI DIRITTI, OTTENGONO TANTI MA TANTI VANTAGGI
(VEDERE COOPERATIVE ROSSE!!!!!!!!!!!!)
Voi chi? A nome di chi può parlare una persona che non ha neanche la buona educazione di firmarsi?
No, caro anonimo! Il grido è diverso:Per favore non lasciateci in pace! Coinvolgeteci in tutto, perché ormai siamo parte di voi, della vostra vita quotidiana, come voi lo siete della nostra!
Non siamo assolutamente in grado di tutelarci, altrimenti non ci sarebbero le lunghissime code agli sportelli delle questure e mesi e mesi di attesa di rinnovo del permesso di soggiorno, per vedertelo poi consegnare scaduto, non ci sarebbero espulsioni selvagge e nemmeno tetti all'ingresso a scuola dei figli degli immigrati.
Se noi sapessimo tutelarci, ci saremmo organizzati in un unico corpo per fare sentire il nostro peso, saremmo scesi in piazza all'indomani delle vicende di Rosarno, all'indomani di ogni barcone di profughi respinti in mare, all'indomani di ogni volta che qualche esponente della Lega spara perle razziste! Ma non lo facciamo, ed è per questo che abbiamo bisogno di tutti coloro come Stefania che lottano per svegliare il desiderio di giustizia e di uguaglianza in ognuno di noi!
Sabina Feshti
Finalmente qualcosa funziona come deve! È normale che una persona che lavora rivendichi i propri diritti di essere umano e di lavoratore. È giusto e utile che lo faccia collettivamente, insieme a chi ne condivide le condizioni. Benvenuti, uomini e donne immigati, nella classe di chi non possiede altro che la propria forza lavoro fisica e intellettuale (uso una perifrasi per non dire classe "proletaria" giacché il termine si trascina dietro troppi ideologismi)!
La vostra condizione di "immigrati" vi unisce anche se il lavoro che fate vi disperde in mille case e in mille paesi. Chi lavora in grandi concentrazioni avrà certamente la solidarietà dei compagni di lavoro italiani, lo spero con tutto il cuore.
Chi non ha nulla da perdere si agita disperato, chi ha qualcosa da perdere affronta il rischio di mettersi in cammino verso una meta.
Voi, lavoratori immigrati, adesso avete qualcosa da perdere: il lavoro, e vi siete messi in cammino. Spero che la meta sia comune a quella dei lavoratori italiani, che sia un traguardo meticcio e che si arricchisca di idee, di gusti, di esperienze, di valori maturati a tutte le latitudini. Buon Primo Marzo!
Alessandro
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