venerdì 5 giugno 2009
martedì 2 giugno 2009
Intellettuale senegalese accoltellato a Milano

Pochi minuti fa ho saputo una cosa che mi ha toccata e allarmata profondamente. Mohamed Ba, un intellettuale senegalese, attore e scrittore, è stato accoltellato per strada, a Milano, da uno sconosciuto. E' stato operato e fortunatamente dichiarato fuori pericolo. Ho fatto una ricerca su internet senza riuscire a sapere molto di più sulle circostanze di questo accoltellamento. Per quel poco che conosco Mohamed Ba - persona seria, onesta e socialmente impegnata - considero più che plausibile ciò che i suoi amici hanno dichiarato e, cioè, che l'aggressione avrebbe una matrice razzista. Ho chiamato al telefono un'amica senegalese, che conosce bene Mohamed (molto più di me) per darle la notizia. Mi ha detto che lei comincia ad aver paura di girare a Milano. E anche io comincio ad aver paura: per il mio compagno, per lei e per tutti gli africani e gli stranieri, per tutte le minoranze e i "diversi" che vivono in questa città e in questo Paese, sempre più volgare, ottuso, ingrato e razzista.
lunedì 1 giugno 2009
Bangladesh, notizie dal ciclone
Scrive Alessandro : «E' cominciata la spola dal villaggio di Chalna verso le zone colpite dalla furia del ciclone Aila.
Attraverso i canali fluviali abbiamo raggiunto le zone più in difficoltà.
Solo ieri sono stati distribuiti 5000 litri d'acqua potabile e riso. In
queste zone, tutte le risorse d'acqua potabile sono state inquinate
dall'acqua salata del fiume e infettata dalle carcasse di animali morti.
La situazione è tragica. In molte zone si sta lavorando per risistemare
gli argini, ma in molte altre gli argini sono crollati per
chilometri, rendendo impossibile un intervento di ricostruzione. Sono
molti quelli che cercano di scappare verso
villaggi risparmiati dal ciclone. Chi resta, è costretto a vivere in
ripari di fortuna lungo le strade o sui tetti delle case più alte. La
gente chiede solo acqua potabile. Le barche che portano gli aiuti
vengono prese d'assalto dalla gente disperata».
Attraverso i canali fluviali abbiamo raggiunto le zone più in difficoltà.
Solo ieri sono stati distribuiti 5000 litri d'acqua potabile e riso. In
queste zone, tutte le risorse d'acqua potabile sono state inquinate
dall'acqua salata del fiume e infettata dalle carcasse di animali morti.
La situazione è tragica. In molte zone si sta lavorando per risistemare
gli argini, ma in molte altre gli argini sono crollati per
chilometri, rendendo impossibile un intervento di ricostruzione. Sono
molti quelli che cercano di scappare verso
villaggi risparmiati dal ciclone. Chi resta, è costretto a vivere in
ripari di fortuna lungo le strade o sui tetti delle case più alte. La
gente chiede solo acqua potabile. Le barche che portano gli aiuti
vengono prese d'assalto dalla gente disperata».
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