mercoledì 8 luglio 2009

Sanatoria, io sono contraria

Giovanardi e soci propongono una sanatoria per le badanti e le colf (500mila pare) clandestine che lavorano a pieno ritmo nel nostro solare e accogliente Paese. Giovanardi e soci motivano la richiesta dicendo che queste signore (parlo al femminile perché si tratta soprattutto di donne) svolgono un lavoro molto utile dal punto di vista sociale. E questo è verissimo perché sono loro, in genere senza contributi e per due lire, a tamponare le voragini dei nostri inesistenti servizi sociali.
In base a questa logica, però, raccoglitori di pomodori e meloni non andrebbero anche loro sanati? Questo esercito di schiavi non svolge forse un lavoro socialmente utile dal momento che permette alle famigliole italiane di farsi macedonia, insalata e salsa di pomodoro in inverno?
Ma Giovanardi e soci di questi, ovviamente, se ne fregano. Perché, al contrario delle badanti e delle colf, non sono immediatamente visibili e la loro irregolarità non crea problemi a un numero considerevole di elettori ma, al limite, riguarda solo qualche imprenditore-agricoltore, invischiato magari con la criminalità organizzata, che sa di potere contare su una relativa impunità e trova più conveniente fare lavorare un clandestino per due lire piuttosto che metterlo in regola.
Io, per una volta, anche se per motivi diametralmente opposti, sono d'accordo con la Lega. La sanatoria non si deve fare. Gli italiani devono cominciare a sperimentare subito, e sulla propria pelle, l'assurdità, la crudeltà, l'inutilità di questo vomitevole pacchetto sicurezza. Chi ha accolto distrattamente il provvedimento ed è rimasto impassibile, per esempio, di fronte al divieto, per quanti non hanno documenti, di riconoscere un figlio o dichiarare la morte di un parente, probabilmente si sveglierà di fronte al rischio concreto di non trovare più qualcuno per accudire i genitori anziani o i bambini.
Il pacchetto sicurezza deve essere eliminato in toto, non aggirato o emendato in quelle parti che potrebbero disturbare gli elettori di Giovanardi.
A proposito, questo signore, assieme a tutti i suoi amici così preoccupati per le sorti delle badanti, dove erano quando è stato votato il pacchetto sicurezza?

martedì 7 luglio 2009

Zanottelli su decreto sicurezza

Ho ricevuto questa nota da Claudio Crimi, missionario comboniano e coordinatore dell'ACSE, Associazione Comboniana Servizio Emigranti e Profughi. Contiene le riflessioni di Alex Zanottelli dopo l'approvazione del pacchetto sicurezza.

«Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l'Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all'estero!), ora infliggiamo agli immigrati, peggiorandolo, lo stesso trattamento, che noi italiani abbiamo subito un po' ovunque nel mondo.
Questa legge è stata votata sull'onda lunga di un razzismo e di una xenofobia crescenti di cui la Lega è la migliore espressione. Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei ricordare che criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare. Papa Giovanni XXIII° nella Pacem in Terris ci ricorda che emigrare è un diritto.
Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di soggiorno (gli immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l'ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna clandestina chi partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all'anagrafe. Questa è una legislazione da apartheid, che viene da lontano: passando per la legge Turco-Napolitano fino alla non costituzionale Bossi-Fini. Tutto questo è il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom e mendicanti. Questa è una cultura razzista che ci sta portando nel baratro dell'esclusione e dell'emarginazione.
«Questo rischia di svuotare dall'interno le garanzie costituzionali erette 60 anni fa - così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani - contro il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali». Vorrei far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte da esuli politici, rientrati in patria dopo l'esilio a causa del fascismo. Per ben due volte la Costituzione italiana parla di diritto d'asilo, che il parlamento non ha mai trasformato in legge.
E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa italiana il coraggio di denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti della fede cristiana.
Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della disobbedienza civile. È l'invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles (California), quando nel 2006 si dibatteva, negli Stati Uniti, una legge analoga che definiva il clandestino come criminale. Nell'omelia del Mercoledì delle Ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles disse che, se quella legge fosse stata approvata, avrebbe chiesto ai suoi preti e a tutto il personale diocesano la disobbedienza civile. Penso che i vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettantoDavanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato ospite dei popoli d'Africa per oltre 20 anni, popoli che oggi noi respingiamo, indifferenti alle loro situazioni d'ingiustizia e d'impoverimento.
Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a Israele: "Non molesterai il forestiero né l'opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto" (Esodo 22,20)»

venerdì 3 luglio 2009

Lettera al Presidente Napolitano, a proposito di decreto sicurezza e coppie miste

Seguendo l'esempio di un amico, ho appena inviato questa lettera al Presidente della Republica. Se lo ritenete opportuno, fatelo anche voi cliccando qui


Gent.mo Presidente On. Napolitano,
in qualità di membro di una “coppia mista” non posso non segnalarLe che il cosiddetto D.L. “sicurezza”, oggi approvato in via definitiva al Senato della Repubblica, presenta aspetti di palese incostituzionalità in alcuni punti indicati in appresso:
1) il periodo che deve trascorrere un cittadino straniero coniugato con cittadino italiano per acquisire la cittadinanza italiana è stato portato da sei mesi a due anni (se l’art. 29 della costituzione sancisce l’eguaglianza giuridica dei coniugi, non ci si può non chiedere dove essa vada a finire per un così lungo periodo se un coniuge è italiano e l’altro non lo è);
2) il pagamento di un “diritto” di 200,00 euro per la procedura di cittadinanza discriminerebbe penalizzandole le famiglie miste da tutte le altre;
3) una modifica del codice civile aggiunge la specifica necessità di un Permesso di Soggiorno affinché uno straniero possa contrarre matrimonio (con ulteriori ovvie situazioni incerte sullo straniero entrato per turismo ed esente da titoli di soggiorno);
4) viene aggiunta la necessità per lo straniero di produrre un Permesso di Soggiorno anche per dichiarare la nascita di un figlio o la morte di un congiunto, fatti che sono tutti connaturati con l’essere uomini anche al di là del dettato costituzionale.

Quale cittadino italiano, non posso non invitarLa, quindi e per questa situazione, a non firmare il Decreto Legge in questione, affinché un rinvio alle Camere del testo possa produrre quei necessari ripensamenti dei parlamentari atti ad ovviare alle sopra citate violazioni dei principi della nostra Costituzione.

Con osservanza,
firma
Stefania Ragusa